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Il peso invisibile



Se lasciassimo la Terra improvvisamente senza gravità, ce ne accorgeremmo subito. Gli oggetti non resterebbero al loro posto, l’aria si disperderebbe, gli oceani non sarebbero più oceani. Eppure la gravità non si vede. Non fa rumore. Non ha colore. Semplicemente tiene tutto insieme.


La gravità è una forza silenziosa. Non impone, non strattona, non comanda, attrae.

In fisica funziona in modo molto semplice: ogni corpo dotato di massa esercita un’attrazione sugli altri corpi. Più è grande la massa, maggiore è la forza con cui richiama a sé ciò che lo circonda. È grazie a questo principio che la Luna gira intorno alla Terra e la Terra intorno al Sole. Non perché qualcuno le spinga, ma perché esiste un centro che le tiene in orbita.

Anche nelle organizzazioni esistono forze simili.


Ci sono persone attorno alle quali le cose tendono a organizzarsi. Non necessariamente sono le più rumorose, né le più autoritarie. Ma quando parlano, gli altri ascoltano. Quando prendono una decisione, il gruppo si orienta. Quando entrano in una stanza, l’energia cambia leggermente. È la loro “massa”: competenza, coerenza, credibilità, esperienza. Elementi che insieme generano attrazione.


“La forza di attrazione di una persona non dipende da ciò che dice, ma da ciò che fa accadere intorno a sé.” - Lao Tzu

Non è un caso che molti team funzionino bene anche in assenza di controlli continui. Se la gravità è sufficiente, i progetti restano in traiettoria. Le informazioni trovano la strada giusta. Le persone non si disperdono. Ma la metafora non finisce qui.


In fisica, l’equilibrio orbitale è delicato. Se un pianeta si avvicina troppo al suo sole, rischia di esserne risucchiato. Se si allontana troppo, può sfuggire alla sua attrazione e vagare nello spazio. La stabilità nasce da una distanza giusta, da una forza calibrata.

Lo stesso accade nei team.


Un leader che accentra tutto può diventare un “sole” troppo dominante: ogni decisione deve passare da lui, ogni problema viene riportato al centro. Il sistema sembra compatto, ma in realtà è fragile. Basta un’assenza o un sovraccarico perché tutto rallenti.

All’estremo opposto c’è il leader distante, che lascia ampia autonomia ma non esercita sufficiente gravità. Le persone iniziano a muoversi in direzioni diverse, le priorità si sfumano, le iniziative si disperdono. Non c’è collisione, ma non c’è nemmeno coesione.

La leadership efficace assomiglia più a un sistema solare stabile. C’è un centro riconosciuto, ma ogni pianeta ha la sua orbita. Si muove, evolve, mantiene una certa autonomia, ma resta dentro un campo di attrazione comune.


La gravità, inoltre, non dipende dal titolo. In fisica non conta il nome del pianeta, conta la massa. Allo stesso modo, nelle organizzazioni, non è la posizione gerarchica a generare attrazione, ma la sostanza. Un responsabile formalmente investito di autorità può avere poca gravità reale, mentre una figura tecnica o un project manager possono diventare veri punti di riferimento attorno a cui tutto si organizza.

 


C’è poi un altro aspetto interessante. La gravità non è uniforme. Diminuisce con la distanza. Questo significa che la presenza conta. Un leader che non comunica, che non si rende visibile, che non entra nei momenti chiave, riduce la propria forza di attrazione. Non per mancanza di competenza, ma per mancanza di campo.


E come nello spazio, anche nelle aziende esistono “orbite instabili”. Team che ruotano troppo velocemente, persone che cambiano ruolo senza trovare una traiettoria chiara, progetti che oscillano tra priorità diverse. In questi casi non serve aumentare la pressione. Serve ridefinire il centro, chiarire la direzione, dare massa alle decisioni.

Perché la gravità non trattiene con la forza. Trattiene perché offre un punto attorno a cui muoversi.


Forse uno dei compiti meno visibili della leadership è proprio questo: diventare un centro credibile. Non attirare tutto a sé, ma creare un campo in cui le persone possano muoversi senza perdersi. Non bloccare, ma orientare. Non controllare ogni dettaglio, ma mantenere la coerenza del sistema.

Quando un’organizzazione funziona bene, non è perché qualcuno spinge continuamente ogni cosa. È perché esiste una forza silenziosa che tiene insieme persone, idee e progetti.

Come la gravità, non si vede.

Ma se venisse meno, ce ne accorgeremmo subito.


 

 
 
 

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Goffredo Antonelli Consulente Hr, servizio hr temporaneo per aziende

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